
MARKETING OLFATTIVO
Il brand non vive
solo su uno schermo.
Quando le persone entrano in uno spazio, partecipano a un evento o ricevono un prodotto, l’olfatto può diventare uno dei touchpoint che costruiscono l’esperienza.
DAL DIGITALE ALLO SPAZIO FISICO
L’esperienza continua quando il brand diventa reale.
Attenzione e aspettative
Sito, social, advertising e contenuti creano attenzione e aspettative.
Esperienza fisica
Il marketing olfattivo entra in gioco quando il brand viene vissuto fisicamente: in un punto vendita, in hotel, in uno showroom, durante una fiera o attraverso un prodotto.
IDENTITÀ PRIMA DELL’EFFETTO
Non basta aggiungere un profumo.
Una fragranza può essere piacevole senza avere alcuna relazione con il brand. Per trasformarla in uno strumento di marketing deve dialogare con identità, pubblico, spazio, prodotto e obiettivi.
Il valore non nasce dal profumo in sé, ma dal ruolo che riesce ad avere nell’esperienza.

DOVE PUÒ INTERVENIRE
Il touchpoint cambia.
La relazione con il brand continua.
L’olfatto può entrare nell’esperienza in momenti diversi. Applicazione, intensità e formato cambiano in funzione del contesto.

Accoglienza
Ingresso, reception, lobby e primi momenti di contatto.
Permanenza
Aree comuni, punto vendita, showroom, SPA, lounge e spazi di relazione.

Prodotto
Eau de Parfum, candle, room spray, diffuser e gifting.

Evento
Stand, temporary, lanci e attivazioni.

Continuità
Più sedi e touchpoint legati dalla stessa firma.
QUANDO IL MARKETING OLFATTIVO DIVENTA BRANDING OLFATTIVO
Quando l’identità viene prima della fragranza.
Quando la fragranza non viene scelta come semplice elemento ambientale ma nasce dalla Brand Identity, il progetto entra nel territorio del branding olfattivo. È qui che il profumo può diventare una firma.


DALL’ESPERIENZA ALL’IDENTITÀ
Un touchpoint può attirare l’attenzione.
Una firma può restare.
Se l’olfatto deve diventare qualcosa di più di una presenza piacevole nello spazio, partiamo dal brand e costruiamo una firma capace di accompagnarlo nel tempo.